Formazione e apprendimento in situazioni di emergenza e di post-emergenza

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di Alessandro Vaccarelli, Isidori M. Vittoria (Armando Editore – 2012)

Ai 55 studenti dell’Università dell’Aquila
che la notte del 6 aprile hanno perso la vita.
Ai bambini e ai ragazzi che oggi non siedono più sui banchi di scuola.
A tutte le altre vittime del mancato allarme e
e della mancata prevenzione.

Le situazioni d’emergenza e di post-emergenza causate da catastrofi interrogano l’orizzonte pedagogico e didattico su quali strategie attivare a fronte delle criticità che esse generano sugli individui. A partire dalle conseguenze del sisma che ha colpito L’Aquila gli autori hanno voluto evidenziare l’importanza dell’intervento educativo-didattico sui fronti della prevenzione, dell’attivazione dei comportamenti resilienti, delle forme di ricomposizione socioculturale, della resistenza degli individui e delle comunità rispetto a tutte quelle condizioni avverse che le catastrofi producono.

dall’Introduzione: “L’evento imprevisto e catastrofico rappresentato dal sisma che ha interessato la città dell’Aquila nel 2009 – causando centinaia di vittime, migliaia di feriti e oltre 52.000 senzatetto – non solo ha cancellato d’un colpo gli spazi geografi ci e quelli relazionali della collettività ma ha anche distrutto gli spazi e i luoghi mentali di essa. Allo stesso modo la frammentazione della continuità dell’esistenza, nelle dimensioni temporali e prospettiche, quindi la condizione di disequilibrio e di vera e propria crisi, negli aspetti individuali e collettivi della vita di ciascuno, è senza dubbio conseguenza di tale dis-facimento del tessuto sociale e della rete di interazioni all’interno del quale si dimensiona ciascuno di noi per stabilire e fissare il proprio equilibrio dinamico. Studiare e, quindi, conoscere le logiche, in senso pedagogico e educativo di tale complesso processo rappresenta da un lato un modo per rilevare, spiegare e interpretare i fenomeni menzionati, dall’altro un modo per intervenire, e speriamo nel futuro prevenire, le tragiche conseguenze, ad ampio raggio, delle condizioni di emergenza e post-emergenza sulle popolazioni coinvolte in situazioni di catastrofe. Prendendo luce dalle considerazioni sinora esposte, e eleggendo il caso dell’Aquila ad emblema delle catastrofi che sempre più frequentemente si abbattono sul nostro territorio nazionale, un gruppo di pedagogisti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Aquila si è impegnato – a partire dal 2009 – in un’attività di studio e di ricerca sulla pedagogia e la didattica dell’emergenza e del post-emergenza. In merito a tale attività – volta: a ri-disegnare il ruolo che l’educazione nell’emergenza e nel post-emergenza può avere per affrontare e superare le problematiche sopra indicate; a creare e diffondere un modello generale di gestione delle condizioni di crisi – è possibile distinguere una serie di momenti/tappe di ricerca/studio ad hoc in riferimento alle quali il contenuto del presente libro rappresenta il momento più recente di attività e di riflessione. Il primo passo – dopo aver analizzato in una prospettiva storica come da sempre l’uomo sviluppi dei processi di significazione e nuove matrici di senso, un nuovo habitus mentale e nuove routine esistenziali per affrontare situazioni di grave criticità – è stato quello di cercare di definire lo statuto epistemologico di quella che risulta essere una nuova area disciplinare.

Un’area che non può omettere la naturale ibridazione con settori e discipline di più consolidata tradizione pratico-epistemologica, quali la pedagogia sociale, quella interculturale, la pedagogia della marginalità, la didattica speciale e con scienze applicate, dette discipline d’azione, di più recente sperimentazione.
Successivamente è stata realizzata un’indagine presso le scuole primarie della città registrando testimonianza dell’esperienza vissuta dagli insegnanti, dagli alunni e dalle loro famiglie a scuola, sia subito dopo la catastrofe che nell’intero anno successivo ad essa. Ciò ha consentito di rilevare la necessità di delineare un modello – rispetto al quale sono state elaborate delle proposte metodologiche – riferito non solo all’età evolutiva, di educazione e di didattica nell’emergenza.
Altro oggetto di attenzione del gruppo di ricerca menzionato è stato lo studio delle difficoltà di carattere collettivo presenti nella città. Sono state realizzate delle interviste con vari membri della comunità aquilana da cui sono emerse una serie di criticità non solo squisitamente logistiche, economiche, assistenziali ma anche delle fragilità di carattere morale, etico e in alcuni casi ontologico che non possono essere ignorate se si vuole sperare in una ricostruzione, certo sociale ma anche culturale, della comunità disgregata dalla catastrofe.”…

scarica l’indice e un estratto del libro (pdf)

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