Vogliamo viaggiare, non emigrare. Le cooperative femminili dopo il terremoto del 1980

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VENERDÌ 3 MAGGIO 2013 – ORE 21:30 – Lincosta , Via Antonelli 6 – L’AQUILA

Nell’ambito del Seminario itinerante sui luoghi del cratere aquilano (3-5 maggio) promosso dalla Società Geografica Italiana

Presentazione del libro
Vogliamo viaggiare, non emigrare. 
Le cooperative femminili dopo il terremoto del 1980

di Stefano Ventura – Edizioni Officina Solidale ONLUS

Prefazione di Luisa Morgantini : “Vogliamo viaggiare, non emigrare” era lo slogan stampato su uno striscione che le ragazze della cooperativa  “La Metà del Cielo”, di Teora, portavano a varie manifestazioni e eventi subito dopo il terremoto del 1980. Lo slogan era ispirato da un film di Troisi, uscito proprio in quel periodo, “Ricomincio da tre”. Nel film il protagonista, Gaetano, si allontanava da Napoli per fare nuove esperienze e ogni volta che qualcuno, saputo che veniva dal Sud,  gli chiedeva se fosse emigrante, lui risponde seccamente di no, di voler semplicemente viaggiare.

Il libro di Stefano Ventura nasce da una borsa di ricerca sui temi della cooperazione sociale promossa dalla Fondazione di Comunità Officina Solidale. La ricerca ha indagato sei cooperative femminili nate dopo il terremoto del 1980 nell’area terremotata, tra Irpinia e Basilicata, e attraverso la raccolta di interviste e testimonianze, ha raccontato le storie e le esperienze delle socie di quelle cooperative.

Lo strumento della cooperazione, spesso introdotto nei paesi terremotati grazie ad alcuni promotori sociali e volontari,  rappresentò un tentativo di organizzare le giovani e i giovani dei paesi terremotati per creare delle prospettive lavorative condividendo il rischio d’ impresa.

Nel libro si affronta, in maniera sintetica, anche il lungo cammino della cooperazione nazionale e internazionale, fino ad arrivare ai problemi attuali della cooperazione sociale; inoltre, si parla anche dei problemi che le donne affrontano nel mondo del lavoro.

Dalle parole delle dirette protagoniste emerge una narrazione diversa e poco nota della ricostruzione in Irpinia e Basilicata dopo il 1980, ben lontana da quella legata agli scandali e agli sprechi e più vicina all’esperienza di vita vissuta di persone comuni che tentarono, però, di organizzarsi per progettare il proprio futuro. Il messaggio che emerge è che dai periodi di estrema difficoltà, come un doposisma, possono emergere idee e stimoli positivi. E’ il primo lavoro che la Fondazione Officina Solidale promuove come casa editrice.

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Stefano Ventura – Coordinatore dell’Osservatorio Permanente sul Doposisma. Si è laureato in Storia all’Università di Siena con una tesi dal titolo “Irpinia 1980-1992: storia e memoria del terremoto” (relatore il prof. G. Santomassimo) e ha conseguito il titolo di dottore di ricerca nel 2009 presso la scuola di dottorato in Scienze Storiche, Politiche, Giuridiche e Sociali dell’Università di Siena con un progetto di ricerca su “L’Irpinia dopo il terremoto” (tutor: prof. Simone Neri Serneri). E’ borsista di ricerca della Fondazione Officina Solidale (linea di ricerca sulla cooperazione femminile dopo il sisma del 1980) e redattore del sito ORENT (Osservatorio sui rischi e gli eventi naturali e tecnologici – Università di Siena). Ha pubblicato diversi saggi sul tema del dopo sisma e scrive su diverse riviste, blog e quotidiani locali.

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Intrevengono:
Barbara Vaccarelli – Associazione Culturale Territori
Luca D’Innocenzo – Associazione Culturale Cittadinan ze
Stefano Ventura – Autore
DIBATTITO
Interventi del Teatro all’improvviso

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