“Territori” nell’Anagrafe Comunale dei Progetti Partecipativi

Il 16 maggio 2014 il Comune dell’Aquila ha emanato l’Avviso pubblico per la costituzione dell’Anagrafe dei Progetti Partecipativi, finalizzato alla mappatura e alla messa in rete dei Progetti e degli attori che hanno realizzato o stanno realizzando percorsi partecipativi sul territorio comunale per promuovere la diffusione, lo scambio e la condivisone di metodologie, strumenti e buone prassi nel campo della partecipazione.

Questi i due progetti di Territori iscritti all’Anagrafe:

dueProgetti

Ecco i Progetti ammessi all’Anagrafe comunale http://www.comune.laquila.gov.it/pagina849_anagrafe-progetti-partecipativi.html

Questo è il link dell’approvazione dei Progetti Partecipativi ammessi all’apposita Anagrafe comunale con determinazione n. 87 del 29.7.2014 http://www.albo-pretorio.it/albo/index.php?id_oggetto=4&id_cat=0&id_doc=123639

Qualcuno lo chiama Mammouth

L’Archidiskodon Meridionalis Vestinus

da un estratto del libro “SULLE ALI DELL’AQUILA” (I edizione 1999)

Esiste all’Aquila un “personaggio” preistorico molto noto, conosciuto da grandi e piccoli. Anche se molto famoso, tanta gente fa confusione sul suo nome: qualcuno lo chiama Mammouth, qualcun altro Elephas Meridionalis. Ma non è né l’uno né  l’altro. Studi molto recenti hanno appurato, invece, che il grande elefante preistorico è un Archidiskodon Meridionalis Vestinus.

Archidiskodon-Meridionalis-Vestinus

Lo scheletro fossile di un esemplare maschio di Archidiskodon Meridionalis Vestinus è conservato nel Museo del Castello.
I resti dell’Archidiskodon Meridionalis Vestinus sono stati trovati a Scoppito, nel 1954, durante i lavori di scavo per la costruzione di una casa. Il suo habitat era il lago che occupava la conca aquilana. È oggi in Italia una delle più importanti testimonianze della fauna preistorica.

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Siamo entrambi mammiferi preistorici. In tanti ci confondono, ma, anche se siamo parenti, siamo due animali diversi.

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vedi altri estratti del libro

Il 25 Aprile del territorio aquilano… raccontato ai bambini

da un estratto del libro “SULLE ALI DELL’AQUILA” (I edizione 1999)

LE STRAGI
I Nove Martiri

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Numerosissime furono le vittime dell’occupazione tedesca. Ricorderemo qui alcuni drammatici episodi che hanno segnato la storia dell’Aquila e della sua provincia.
Il 23 settembre 1943, pochi giorni dopo l’occupazione, fu compiuta all’Aquila una prima inutile strage, in cui rimasero uccisi nove ragazzi.

Questi avevano cercato rifugio nelle montagne, probabilmente per evitare l’arruolamento nell’esercito del nuovo governo di Mussolini e i rastrellamenti dei Tedeschi. I giovani si erano procurati delle armi e il 22 settembre si erano incamminati verso Collebrincioni. Qui trascorsero la notte insieme a una ventina di ex prigionieri slavi e inglesi. L’indomani i militari tedeschi rastrellarono la zona per catturare i prigionieri di guerra fuggiti. Ci fu uno scontro a fuoco. Alcuni dei giovani aquilani fuggirono nelle montagne vicine, mentre una decina di essi fu presto disarmata e catturata. La notizia si diffuse immediatamente in città. I giovani furono condotti alle Casermette, dove i militari tedeschi e quelli fascisti li interrogarono e picchiarono. Quelli che non avevano armi furono rilasciati, mentre i dieci trovati armati vennero considerati ribelli e condannati a morte secondo le leggi di guerra tedesche.

L’arcivescovo dell’Aquila Confalonieri cercò di convincere i Tedeschi a non fucilare i giovani, ma inutilmente. Solo uno di loro fu salvato dall’intervento di un’autorità fascista. Gli altri nove furono costretti a scavare le fosse in cui sarebbero stati sepolti dopo
la loro fucilazione, avvenuta il 23 settembre nelle vicinanze delle Casermette. La strage fu tenuta segreta, per evitare che la popolazione si ribellasse, mentre le famiglie e i cittadini speravano di rivedere vivi i nove ragazzi alla fine della guerra.
I nomi dei Nove Martiri si legano alla storia della nostra città e vogliamo ricordarli: Anteo Alleva (17 anni), Pio Bartolini (21 anni), Francesco Colaiuda (18 anni), Fernando Della Torre (20 anni), Berardino Di Mario (19 anni), Bruno D’Inzillo (18 anni), Carmine Mancini (19 anni), Sante Marchetti (18 anni), Giorgio Scimia (18 anni).

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